Presentazione laboratorio

Un invito a sperimentare la parte più surreale, scura, libidinosa e passionale di noi. Attraverso la gestione e l’esplosione delle emozioni, alla duttilità corporea, ad un percorso di riscoperta sensoriale cercheremo di scendere nelle profondità dell’animo per far sorgere personaggi al limite dell’umano. Tutti quei ruoli che mettono in scena gli istinti primordiali: il cupo, il sessuale, l’ambiguo, il surreale, l’onirico, lo psicotico, il folle. Sarà un lavoro individuale, di ricerca personale, di costruzione e attuazione. In un secondo momento fondamentale sarà l’incontro col gruppo, per inserire in una struttura narrativa corale questo elemento apparentemente così dissonante.

La nostra esperienza

Questa era la presentazione di Monsters, partecipare è stata per tutti una scelta coraggiosa.
Proviamo a non fare le solite improvvisazioni, a non fare i soliti personaggi ci siamo detti.

Volete fare personaggi buoni o cattivi? la maggioranza (tutti gli uomini) volevano fare quelli cattivi. Tutti eravamo d’accordo sul voler fare una long form.

Scavare nella natura per mettere in scena i lati oscuri e la cattiveria non è stata una cosa facile per noi che fondamentalmente siamo un gruppo di “buoni”.

Alessandro ha saputo gradatamente farci entrare in questo mondo, noi ci siamo messi in gioco.

Mentre provavamo abbiamo deciso che era il caso di mettere lo spettacolo vietato ai minori di 14 anni.
In scena abbiamo portato violenza, sesso anche in forma di stupro, serial killer e morti, un bel mix insomma.
Siamo riusciti però ad essere credibili, peccato solo aver corso un po’ troppo nel finale.

Un’altra grande sfida è stata per noi improvvisatori lavorare con scenografie vere, uccidere senza usare armi immaginarie.

Abbiamo sperimentato una struttura narrativa fatta di più fuochi che poi possono, nella seconda parte, anche incrociarsi.

Scene senza fuoco freezate che diventano scenografia per le altre scene.
Il pubblico ha apprezzato molto una improvvisazione diversa dal solito

Noi non possiamo che ringraziare Alessandro Cassoni per averci stimolato con questi temi e per averci dato modo di sfidarci come attori e come gruppo e grazie per averci dato un importantissimo feedback sia di gruppo che personale a fine spettacolo, sia delle cose buone che di quelle cattive.

Alcune considerazioni…

Ancora una volta ho avuto la conferma che l’improvvisazione è molto di più che giochini sul palco per intrattenere il pubblico. E’ possbile portare in scena ogni tipo di personaggio e di storia, basta crederci ed avere affinità con il gruppo, anche se in questo caso il fatto di conoscersi molto può essere un vantaggio/svantaggio. Mettere in scena la violenza ed il sesso con persone che conosci bene ti obbliga a liberarti delle inibizioni. Ma non è questo forse che viene sempre richiesto agli attori? Qui più che in altre occassioni dobbiamo essere capaci di pensare che il giudizio del pubblico (e dei compagni) non  è per l’attore ma per il personaggio. Per fortuna non siamo serial killer, nè stupratori, non picchieremmo mogli o compagne e non uccideremmo per vendetta i nostri migliori amici, anche se ci hanno tradito. Ma questo è teatro!!! Dopo “monsters” mi è capitato di vedere criminal minds, quanti “mostri” vengono messi in scena, violenza, sesso, come fanno questi attori ad essere così credibili? Sicuramente cercando il nostro lato oscuro, togliendoci i freni e rischiando. A teatro non ci sono però effetti speciali, torture, sangue e tutto quello che siamo abituati a vedere in tv non è quindi facilmente replicabile, ma coinvolgere il pubblico portandoli in zone scomode, non solo per gli attori, è una sfida accattivante. Come sempre sono i personaggi che hanno prospettivie ed obiettivi che funzionano, una volta che abbiamo “preso” il nostro mostro, la scena viene fuori da se. Primo: vivere l’emozione, secondo: avere l’abilità di “architettare”. Per costruire la trama e l’evoluzione del nostro personaggio verso il lato oscuro serve l’abilità di creare il retroscena che giustifica il cambiamento, il segreto tenuto nascosto. Per fare questo si deve spingere sull’emozione e la motivazione prima o poi arriva, inoltre bisogna studiare certi tipi di dinamiche e di personaggi attingendo all’innumerevole filmografia. Un lavoro difficile ma fattibile anche nell’improvvisazione.

Dopo questo laboratorio, altri strumenti si aggiungono alla cassetta degli attrezzi. Un monster può uscire fuori in qualsiasi improvvisazione , perchè no, anche in un imprò (il genere monsters?), ma sarebbe di certo più bello riverderlo in una long form dove si ha tutto il tempo di vedere l’evoluzione del personaggio.